LA STANZA DEL PASTORE (il transumante)

LA STANZA DEL PASTORE

Anteprima nazionale dello spettacolo teatrale LA STANZA DEL PASTORE – sabato 3 agosto ore 21, Teatro di Castel del Monte (Aq), ingresso gratuito.

La transumanza è protagonista della nuova opera teatrale–musicale LA STANZA DEL PASTORE, prodotta da Fondazione Aria in collaborazione con Teatro Immediato ed Espressione d’Arte, testo originale di Vincenzo Mambella, diretto ed interpretato da Edoardo Oliva e musiche originali di Giuliano Di Giuseppe.

 Il sistema dei tratturi e la pastorizia transumante, le città interne, sono elementi identitari del territorio abruzzese – dichiara Alessandro Di Loreto, Presidente di Fondazione Ariae questo, a distanza di secoli, merita attenzione storica ma anche culturale ed artistica. La transumanza ha grandi potenzialità socio-culturali ed economiche per il nostro Appennino, bisogna sensibilizzare l’opinione pubblica per rivitalizzare queste pratiche e promuovere i prodotti che ne derivano’.

L’opera teatrale-musicale, ispirata alla pastorizia transumante e alla rete dei tratturi che dalle montagne d’Abruzzo giungevano in Puglia, sarà rappresentata dal vivo sia in teatro che all’aperto, in Italia e nei paesi del mondo, soprattutto nei cosiddetti paesi e territori della “lana”, ove la pastorizia transumante, ha avuto ed ha un ruolo economico e sociale rilevante. Il progetto presenta anche un video documento sulla storia della pastorizia transumante, a cura di Francesco Calandra e Maria Grazia Liguori, che introdurrà lo spettacolo teatrale. Il video propone la narrazione dei principali aspetti storici, economici e culturali che hanno caratterizzato e accompagnato il rito della transumanza e un collegamento con la singolare figura storica del pastore-poeta abruzzese Francesco Giuliani.

Il progetto vuole offrire uno spunto di riflessione su una grande economia del passato che non lascia scorie e rifiuti ma solo tracce di tratturi che andrebbero protetti come memoria del territorio; non l’antica transumanza ma certo l’uso dei grandi pascoli di montagna può essere riportata all’attenzione della presente economia del territorio. Solo in Italia resistono con fatica oltre 6omila allevamenti spesso concentrati nelle aree più depresse del Paese, per un patrimonio di oltre 7 milioni di pecore. Non è un caso che nel 2018, Italia, Austria e Grecia hanno chiesto all’Unesco il riconoscimento internazionale della transumanza come patrimonio culturale dell’umanità. Perché la transumanza è storia, tradizione, cultura, ambiente ed economia.

Le date già fissate per assistere allo spettacolo LA STANZA DEL PASTORE sono:

3 agosto ore 21 – Teatro Castel del Monte (AQ)

9 agosto ore 21 – Teatro Comunale di Pescina (AQ)

11 agosto ore 21 – Ex Aurum Pescara

19 agosto ore 21 – Castello di Roccascalegna (CH)


Scheda dell’Opera:

La stanza del pastore (Il transumante) di Vincenzo Mambella

Diretto ed interpretato da Edoardo Oliva

Con Giuliano Di Giuseppe – Tastiere

Luca Trabucchi – Chitarra

Pierluigi Ruggiero – Violoncello

Zoltan Banfalvi – Violino

Davide Verga – Oboe

Scenografia – Francesco Vitelli

Musiche originali e arrangiamenti – Giuliano Di Giuseppe

VIDEO a cura di Francesco Calandra e Maria Grazia Liguori

Produzione FONDAZIONE ARIA – Espressione d’arte – Teatro Immediato

Comunicazione e Ufficio Stampa – delloiacono COMUNICA


SINOSSI

Un uomo rimasto solo entra in una stanza.

L’uomo è stato un pastore che per gran parte della sua vita ha percorso da monte a valle e da valle a monte, dall’inizio di ogni autunno alla fine di ogni primavera, i sentieri della transumanza, i tratturi, seguendo e vigilando le sue greggi. L’uomo è stato anche un soldato che per quattro anni, sul fronte del Carso, ha attraversato, dalle retrovie alle trincee e dalle trincee alle retrovie, una guerra, seguendo e vigilando il suo lume della ragione. Ma quella stanza, la sua stanza, nulla contiene di quelle vite: ne’ cimeli, ne’ strumenti, ne’ mappe, ne’ attrezzi; solo parole, quelle dei poeti stampate sulle pagine, suoni melodiosi che lo accompagneranno nel corso degli anni.  Parole leggere, da volare oltre gli orizzonti ma allo stesso tempo pesanti, da incidere la mente come quel legno che ama intagliare.

Sono lì dentro i quattrocento libri di Chicche ru cuaprare, il soprannome di Francesco Giuliani (Castel del Monte. AQ – 1890-1970), lo straordinario pastore-poeta e scrittore abruzzese che amava Dante, Ariosto e Tasso. Quei preziosi e inseparabili libri lo hanno accompagnato nelle sue numerose transumanze,lo hanno aiutato a superare i recinti dell’ignoranza e ad espandere i confini dello sguardo fin dentro se stesso e fin dentro l’umanità tutta, tanto da renderlo cantore delle sue esperienze, perché “L’uomo non deve essere come il cane che aizzato si avventa; dalla natura ha avuto il dono del cervello, deve cercare di capire tutto, pensare e riflettere”.

Sfogliando i suoi amati autori classici nella sua stanza, prenderanno forma i suoi ricordi mentre la vita lentamente volterà le sue ultime pagine.

Il testo teatrale è liberamente ispirato alla vita di Francesco Giuliani.