NO MAN’S LAND

“Terra di nessuno” di Yona Friedman e Jean-Baptiste Decavèle

L’installazione site-specific – dal titolo No Man’s Land (Terra di Nessuno) – che Yona Friedman e Jean-Baptiste Decavèle hanno progettato per ARIA può essere considerata un simbolo delle idee e degli scopi della Fondazione. Un’architettura aperta, interattiva e dinamica, pensata per essere utilizzata da diversi gruppi di persone e in differenti contesti: un vero e proprio spazio condiviso.
L’installazione sarà costruita con la partecipazione attiva degli studenti delle Accademie di Belle Arti dell’Aquila e di Roma, della Facoltà di Architettura di Pescara e delle Scuole d’arte del territorio, diventando, così, luogo privilegiato per il rinnovamento dei processi di formazione e divulgazione della cultura. La struttura, in seguito, ospiterà e ispirerà progetti di altri artisti e attività che ruoteranno attorno al tema dell’evoluzione del concetto di cultura territoriale. Seguendo la filosofia di Friedman, le interazioni e gli interventi artistici futuri trasformeranno l’installazione adattandola alle idee, alle necessità e alle riflessioni di chi deciderà di partecipare al progetto.
No Man’s Land sarà infine il risultato visibile dell’azione di artisti e imprenditori che lavorano fianco a fianco per il progresso sociale e culturale del territorio.
Il progetto per la sua natura aperta e sperimentale e per le sue dinamiche di ricerca porterà risultati nuovi e inaspettati, come spesso accade quando l’arte interagisce con il mondo.

INAUGURAZIONE PROGETTO 14 MAGGIO 2016 ORE 12.00 – MAGGIORI INFORMAZIONI

ph. Gino Di Paolo

I “musei” di Yona Friedman – dal 1950

Yona Friedman rileva nei suoi scritti e nei suoi progetti l’obsolescenza delle architetture museali, evidenziando come i cambiamenti culturali, sociali e antropologici non possano più trovare corrispondenza in una forma architettonica chiusa e destinata quasi esclusivamente alla conservazione delle opere.
“Gli edifici sono costosi e spesso superflui” , dichiara “Si può costruire un museo senza pareti. È importante l’azione di costruire non il termine in sé. Basta un semplice ponteggio: al suo interno si possono realizzare delle mostre e il pubblico può fruire le opere con grande libertà, svincolandosi dall’idea sacrale che è insita nel termine museo. Uno spazio così formato ha la capacità di cambiare, di potersi modellare corrispondendo pienamente alle esigenze di ciascuna mostra.”

Museo del quotidiano a Middelburgh                                                                Museo del quotidiano a Como

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Yona Friedman (Budapest, 1923), architetto, si forma in Ungheria. Dopo la guerra, si trasferisce e lavora per circa un decennio a Haifa, in Israele. Dal 1957 vive a Parigi. Ha insegnato in numerose università americane e ha collaborato con l’Onu e l’Unesco. Negli ultimi anni l’opera di Friedman è stata rivalutata dal mondo dell’arte contemporanea ed è stato invitato alla undicesima Documenta di Kassel e a diverse edizioni della Biennale di Arti visive di Venezia. È autore di importanti saggi sull’architettura, tra i più recenti Utopie realizzabili (2003), L’architettura di sopravvivenza. Una filosofia della povertà (2009) e L’ordine complicato. Costruire un’immagine (2011).

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Jean-Baptiste Decavèle (Grenoble, 1961) ha esposto in numerose gallerie e spazi pubblici europei e nordamericani ed ha partecipato a importanti video festival. Nel 1999 e nel 2001 ha ricevuto il premio Villa Medici “Hors Les Murs”. Collabora da alcuni anni con Yona Friedman alla realizzazione delle Iconostases dell’architetto franco ungherese.

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L’Associazione per l’Arte Contemporanea Zerynthia, costituita nell’anno 1991 e presieduta da Mario Pieroni, cura, promuove e organizza manifestazioni di arte contemporanea in Italia ed all’estero con l’intento di ampliare i confini della fruizione dell’arte. Si propone come struttura leggera e flessibile capace di presentarsi come modello complementare alle strutture culturali istituzionali. Collabora con Enti pubblici e privati, interessati a un’integrazione con l’arte contemporanea, vista come vettore di sviluppo e arricchimento culturale.

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Cecilia Casorati è critico d’arte, ha curato numerose mostre in Italia e all’estero. È titolare della cattedra di Fenomenologia delle arti contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Roma. Dal 2015 è direttore artistico della Fondazione ARIA.