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VITA ACTIVA

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La mostra “Vita Activa. Figure del lavoro nell’arte contemporanea”, promossa dalla Fondazione Aria, si è tenuta a Pescara dall’11 luglio al 12 settembre 2014 ed ha affrontato una delle questioni più urgenti della contemporaneità, che tocca in maniera drammatica soprattutto il nostro paese: quella del lavoro. Di questo tema, che ha avuto a lungo cittadinanza nella storia dell’arte, è stata offerta una visione che emerge dalla produzione artistica più recente, con un panorama che abbraccia l’intero arco delle arti visive, dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al video, dall’installazione al design.

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Figure del lavoro nell’Arte Contemporanea

La Fondazione Aria è lieta di presentare la mostra Vita Activa. Figure del lavoro nell’arte contemporanea, a cura di Simone Ciglia. La mostra si propone di affrontare una delle questioni più urgenti della contemporaneità, che tocca in maniera drammatica soprattutto il nostro paese: quella del lavoro. Di questo tema, che ha avuto a lungo cittadinanza nella storia dell’arte, sarà offerta una visione che emerge dalla produzione artistica più recente, con un panorama che abbraccia l’intero arco delle arti visive, dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al vi¬deo, dall’installazione al design. Benché si tratti di uno degli argomenti più presenti all’interno del dibattito pubblico, il soggetto del lavoro è rimasto piuttosto ai margini del campo espositivo, almeno recentemente in Italia. Questa mostra si propone di riportarlo al cen¬tro dell’attenzione. Allo scopo saranno convocate alcune tra le voci principali della scena internazionale e nazionale, senza dimenticare una speciale attenzione nei confronti del territorio. Quella del lavoro è una tematica complessa che può essere avvicinata a partire da mol¬teplici prospettive.

La mostra opta per un’angolatura filosofica, fondata soprattutto sul pensiero di Hannah Arendt. In The Human Condition (1958), la filosofa tedesca distingue due accezioni del lavoro: quella legata allo sviluppo biologico dell’essere umano – icasticamente riassunta nell’espressione animal laborans – e quella propria dell’homo faber, creatore del mondo artificiale dei manufatti. A più di cinquant’anni di distanza queste riflessioni non hanno perso di attualità, e si dimostrano uno strumento ancora utile per leggere il nostro presente. Senza assu¬merle in maniera dicotomica, le categorie arendtiane sono impiegate in questa occasione come cornice teorica nella quale s’inquadra la mostra, e fanno da guida ideale alle opere presentate. Durante la permanenza in Pakistan si è tenuto un meeting con artisti e curatori locali, visite a musei e gallerie, arricchendo il progetto di dettagli e considerazioni fondamentali per la progettazione degli step successivi.

Una prima dichiarazione d’intenti è ravvisabile nella sede espositiva prescelta: un negozio dismesso al centro della città di Pescara. La decisione è caduta su questo luogo in prima istanza per il suo legame con il mondo del lavoro, e poi per il suo valore simbolico: un’epitome della crisi economica che da anni attanaglia il nostro paese, e produce i suoi riflessi cupi nel campo dell’occupazione.

Lungi da qualsiasi intento di completezza, la mostra vuole presentare al pubblico la varietà di approcci attraverso i quali l’arte contemporanea ha guardato al tema del lavoro. I cambiamenti che tanto la prima quanto il secondo hanno subito nel corso del XX secolo hanno prodotto un panorama assai variegato. Per un verso sembra proseguire quella linea di stampo realista che ha segnato l’ingresso della questione del lavoro nella modernità, alla metà del XIX secolo. A richiamare idealmente questa origine, la mostra ha il suo incipit con un’opera di Teofilo Patini, campione di questa tendenza. La sua presenza serve anche a stabilire una connessione diretta con il territorio nel quale l’esposizione ha luogo. Questo indirizzo realista continua ininterrotto anche nel corso del secondo Novecento, quando la pittura e soprattutto la fotografia rivolgono la loro attenzione alla rappresentazione dell’attività lavorativa, della figura del lavoratore e del luogo di lavoro, in particolare relativamente al mondo industriale. Un tale orientamento guida ad esempio l’opera fotografica di Armin Linke, che dalla sua incessante pratica di viaggiatore ha costruito un vero e proprio archivio dell’essere umano, che tra i vari aspetti include anche il lavoro.

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Un’altra modalità, forse prevalente, attraverso cui si dipana la relazione tra lavoro e arte contemporanea interessa il piano della strumentalità. In questo caso il lavoro diventa un complesso di strutture e di rapporti da impiegare nell’opera d’arte. Nella seconda metà del XX secolo numerosi autori hanno optato per la partecipazione diretta all’interno dei processi produttivi, assecondando quel processo di allargamento delle frontiere dell’arte che arriva a includere virtualmente qualsiasi oggetto o ambito dell’esperienza umana. Artisti come Joseph Beuys e Gianfranco Baruchello hanno ad esempio condotto nel dominio dell’estetica pratiche fino ad allora rimaste escluse come l’agricoltura o la produzione aziendale. Anche una figura poliedrica come quella di Bruno Munari testimonia di un impegno che dall’arte passa senza soluzione di continuità al design, alla grafica, all’editoria.

Posizioni come queste appaiono storicamente determinanti per gli sviluppi delle pratiche artistiche nel corso dell’ultimo ventennio. Il fiorire di nuovi linguaggi come l’Estetica relazionale, teorizzata da Nicolas Bourriaud, ha prodotto una nuova attenzione nei confronti del lavoro: numerosi autori sono intervenuti in varie forme all’interno dei contesti lavorativi più diversi. Una delle riflessioni più acute sul tema in esame si deve a Liam Gillick, la cui opera si muove nel campo della produzione artistica così come della riflessione teorica. L’autore è tornato più volte sull’argomento, riferendolo in particolare alla professione dell’artista nel contesto dell’economia neoliberista. Una ricognizione in materia di lavoro non può prescindere dal contributo di Santiago Sierra, l’artista che negli ultimi anni forse più di tutti si è interrogato sul problema. Nella visione spietata dell’autore spagnolo «il lavoro è la vendita del tempo, dell’intelligenza e della forza del lavoratore a favore della parte contrattante in cambio di una remunerazione». Con la sua opera egli cerca quindi di mettere a nudo i meccanismi di sfruttamento nell’economia capitalistica: «Le persone sono gli oggetti dello Stato del Capitale, e per questo sono pagate. Questo è ciò che voglio mostrare».

4Santiago Sierra, Interramento di dieci lavoratori, una di 6 fotografie in b/n

Il video ha rappresentato uno dei media preferiti da parte degli autori contemporanei per affrontare la questione del lavoro. Adottando la logica dell’archivio, il filmaker Harun Farocki indaga la rappresentazione di questo soggetto in campo cinematografico. Nell’ambito di un programma promosso dalla Siemens, l’artista cinese Cao Fei ha sviluppato un progetto nella fabbrica di lampadine Osram (nel distretto industriale del Pearl Delta River), coinvolgendo gli operai in un esercizio d’immaginazione di possibilità alternative.

La mostra dedica la propria attenzione anche al territorio nel quale si svolge: due fra le voci più significative provenienti dall’Abruzzo – Matteo Fato e Paride Petrei – sono state scelte per svolgere un periodo di residenza presso un’azienda; a conclusione di questa esperienza a contatto diretto con il mondo del lavoro, gli artisti hanno realizzato un’opera che sarà presentata in mostra.

Quale accompagnamento all’esposizione è previsto un calendario di attività collaterali che interessano i campi più diversi: filosofia, letteratura, musica, teatro, cinema. L’intento è quello di coinvolgere un pubblico più ampio, cui offrire una visione quanto più vasta e sfaccettata del tema in esame.

Nell’ambito della Mostra si sono tenuti diversi eventi:

CONVERSAZIONE CON L’ARTISTA

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Gli spazi della mostra hanno ospitato alcuni fra i nomi più interessanti dell’arte contemporanea, in conversazione con il curatore Incontri con Simone Ciglia, Paride Petrei, Paola Angelini e Matteo Fato.

Incontro con i rappresentanti delle fondazioni culturali aderenti al progetto Arte in centro

Sabato 19 luglio 2014, ore 19.30 | Piazza della Rinascita

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Nel corso dell’incontro i curatori delle mostre rientranti nel circuito hanno illustrato gli eventi organizzati nelle singole località, dando ampio spazio alle tematiche sottostanti.

Frammento II di Samuel Beckett Rappresentazione teatrale a cura di Teatro Immediato 

Venerdì 25 luglio 2014, ore 21.30 | Palazzetto Albanese

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Rappresentazione teatrale di Frammenti di Teatro II, testo che nella produzione del prolifico drammaturgo irlandese, è uno dei meno rappresentati. Due personaggi passano qualche istante insieme in un mondo cupo e minaccioso. L’opera in questione pur rientrando tra quelle meno note, è densa di tutti i significati della poetica beckettiana: la minaccia, la solitudine, l’illusione, la vacuità.

Incontro con Eugenio Tibaldi e Giacinto Di Pietrantonio 

 Venerdì 1 agosto 2014, ore 19.30 | via Trento

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L’artista Eugenio Tibaldi ha presentato il libro che ha realizzato in collaborazione con lo scrittore Tommaso Pincio: Acque Chete. Sillabario delle basilari possibilità di esistere. Il progetto editoriale trae origine dalla chiusura di due grandi fabbriche nell’ascolano, che rimangono a fianco della città come fantasmi e raccontano meglio di molte altre immagini la perdita d’identità e di funzione che il nostro paese sta attraversando.

Incontro con Gianni Garrera

Venerdì 8 agosto 2014, ore 19.30 | Piazza della Rinascita

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Paleografo e filologo musicale di formazione, Gianni Garrera ha attraversato con i suoi studi vari percorsi di estetica. In questa occasione ha raccontato, dal punto di vista filosofico, l’utopia della vita perfetta.

Concerto Trio Fado di Candida D’Aurelio

Venerdì 22 agosto ore 21.30 | via Roma

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Spettacolo con richiami scenici e musica fado eseguita da voce, chitarra portoghese e chitarra classica. Il fado più autentico viaggia attraverso concetti e sonorità moderne, dando spazio ad un repertorio che racconta l’inquietudine e le tenerezze dell’amore. Uno spettacolo minimale, ricco di contenuti culturali ed emozionali e del sentimento di un popolo “mediterraneo” affacciato sull’Oceano.

Show cooking a cura della scuola di cucina Red e Incontro con Luca Vitone

Giovedì 28 agosto 2014, ore 19.30 | Piazza della Rinascita

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L’artista Luca Vitone, in conversazione con il filosofo Gianni Garrera e il curatore della mostra Simone Ciglia, ha raccontato la propria visione sul tema del lavoro e della sua conduzione all’interno di un ambito di appartenenza. Pratiche e modalità di una disciplina che producendo conoscenza si interrogano sul valore dell’esistenza.

Finissage mostra: Proiezione del film Apocalisse nel deserto (1992) di Werner Herzog

Venerdì 12 settembre 2014, ore 19.30

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Girato all’indomani della prima guerra del Golfo, Apocalisse nel deserto scardina le convenzioni del genere documentario. Le immagini dei pozzi petroliferi in fiamme raccontano un’epopea del lavoro umano, accompagnata dalle musiche di Wagner, Grieg, Prokof’ev, Pärt, Verdi, Schubert, Mahler. Presentazione e dibattito a cura del professor Benedicenti.

Bambini, tutti a lavorARTE a cura del Centro Didattico Sperimentale Museo delle Genti d’Abruzzo

Ogni mercoledì, ore 18.00 – 20.00

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Nell’ambito della mostra hanno avuto luogo i laboratori creativi di arte contemporanea rivolti a bambini dai 6 ai 12 anni e alle famiglie. Il progetto dal titolo Bambini, tutti a lavorARTE è stato curato dal Centro Didattico Sperimentale Museo delle Genti d’Abruzzo con lo scopo di avvicinare giovanissimi e adulti al complesso universo dell’arte contemporanea, attraverso laboratori creativi in cui sono state sperimentate numerose tecniche artistiche che hanno previsto anche l’uso di materiali inconsueti (sabbia, corde, plastica, rame etc). Negli appuntamenti i bambini hanno avuto modo di conoscere, analizzare e apprezzare le opere in mostra mediante percorsi interattivi e divertenti attività laboratoriali. Questi i temi: Un quadro di metallo, A contatto con l’opera d’arte, Gli oggetti nel mondo dell’arte contemporanea, La scultura per moduli di argilla, Graffi d’arti, Cosa non si fa con il collage, Una famiglia di artisti.