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Giuria   |    Video Scelti

BANDO SILENZIO PER FAVORE – Rivolto ad artisti under 35

In sincronia con la rassegna, anche quest’anno la Fondazione Aria ha istituito un bando, per promuovere i giovani artisti che fanno videoarte, dando loro un’occasione per farsi conoscere ed esporre il proprio lavoro. Saranno scelti 3 nuovi video, proiettati nell’ultima tappa della rassegna e poi in mostra nello spazio fuori percorso. Libero tema, come libere dovrebbero essere le idee, un solo obbligo, che richiama la frase di Don Chisciotte. La giuria, presieduta da Cecilia Casorati, e composta da: Andrea Panarelli, Claudio Libero Pisano, Adina Pugliese, Sabrina Vedovotto.

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GIURIA

Cecilia Casorati

IMG_1367Vive e lavora a Roma. Critico d’arte, ha curato numerose mostre in Italia e all’estero. È titolare della cattedra di Fenomenologia delle arti contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Roma. Dal 2015 è direttore artistico della Fondazione ARIA. Ha curato il progetto No Man’s Land, installazione site-specific di Yona Friedman e Jean-Baptiste Decavèle.

Sabrina Vedovotto

IMG_9051Vive e lavora a Roma. Dopo la laurea in lettere decide di intraprendere la professione di curatore. Scrive per molte testate, quotidiani e web, ha un blog in cui parla di arte contemporanea, e non solo. E’ appassionata di social network.

Claudio Libero Pisano

FullSizeRenderVive a Roma, è direttore artistico del CIAC, Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea di Castello Colonna a Genazzano. Responsabile per l’Arte Contemporanea per il Progetto ABC della Presidenza della Regione Lazio.

Andrea Panarelli

06-443Vive a L’Aquila ma nato a Zurigo, l’infanzia l’ha vissuta tra la Svizzera e l’Italia. Artista visivo, utilizza vari medium la pittura in primis, affiancandola in seguito a installazioni e video. Nel 2015 apre V.AR.CO., spazio espositivo tra i cantieri dell’Aquila.

Adina Pugliese

NoMensLan_a.p.2016Vive e lavora a Perano (CH), operatrice culturale, esperta di arte sociale. Socio fondatore di Aria. Realizza diversi progetti tra cui: “Come vedere, pur non vedendo”; “Artisti Utili” in collaborazione con l’Accademia di Brera; “Silenzio per favore” (2015/16). Ha un blog ed ha pubblicato “L’Arte è Utile-comunque bella”.

VIDEO SCELTI

Wania Castronovo (Maur, Svizzera, 1988). Vive e lavora tra Italia ed Austria.

Wania_CastronovoPuškin’s Chair, 2016, Germania
0’ 25”

La ricerca si concentra sempre più su performance per video e brevi video, a partire da situazioni ed esperienze quotidiane, la forma leggera e giocosa. Nel febbraio 2016 partecipa alla collettiva Jahresaustellung HfbK Hamburg, mentre ad agosto 2016 realizza in gruppo una performance nell’ambito di Manifesta 11. Puškin’s Chair è un lavoro brevissimo ed essenziale. Due Sedie, un Puškin, un evento, irrevocabile.

Simone Cametti (Roma, 1982). Vive e lavora a Roma.

_DSC2586 bAnnullamento della velocità, 2016
0’ 58”

Le opere dell’artista sono il resoconto di un percorso costituito da azioni, gesti, imprese che documentano l’opera nel suo realizzarsi. Che si tratti di interventi apparentemente minimali o di complessi progetti a lungo termine, a Cametti interessa documentare le modalità tecniche e materiali che fanno l’opera. Senza la complessità del prima non esiste il dopo in cui l’artista cancella ogni traccia dello sforzo compiuto. “Annullamento della velocità terrestre” prende avvio dallo studio del modello geocentrico che ha come oggetto la conoscenza della collocazione reale, risultante da calcoli matematici, del Pianeta Terra nell’Universo. “La velocità alla volata”, è un termine di balistica interna con cui si indica la velocità del proiettile che esce dalla bocca della canna dell’arma, e che eguaglia per una frazione di secondo la velocità di rotazione terrestre, L’azione proposta si basa sul tentativo di arrivare ad essere un “tutt’uno” con l’universo circostante.

Xin Zheng (An Hui, Cina, 1987). Vive e lavora a Roma.

mobilemailPiù vicino (quasi) – more near (almost)
5’ 28”

L’opera è costituita da tre parti, il nodo (taglio dello spazio materiale), il collegamento (cambio scena) e la rete (la struttura del format). Il nodo si coglie in qualsiasi incrocio di spazio, ovvero lo si trova dovunque, diffuso. Ogni nodo assorbe e ricostruisce un altro nodo senza dover sottostare ad un sistema lineare. In questa espressione lo spazio non è più produttivo, non intende produrre la storia e i drammi, emerge solo una serie di linee spaziali che vengono proiettate sulla linea del tempo contenuta nell’espressione di questo progetto, attraverso la creazione di una nuova struttura, (si scioglie l’autore, si scioglie la relazione tra realtà e virtualità – si costruisce una struttura topologica).