INCONTRO CON BARBARA ALBERTI

Sabato 7 novembre 2015, in collaborazione con il Festival delle Letterature di Pescara, la Fondazione Aria ha organizzato un incontro con Barbara Alberti per anticipare il calendario delle attività 2016. Si è trattato del primo appuntamento di una serie di iniziative che, a partire da gennaio e fino alla prossima primavera, tratteranno il tema della “memoria” non come conservazione o celebrazione del passato ma come elemento creativo.

L’incontro, moderato dal direttore artistico della Fondazione Aria Cecilia Casorati, si è tenuto in un affollatissimo Auditorium Petruzzi che è stato letteralmente preso d’assalto dagli appassionati dell’ironica scrittrice umbra che, oltre a rendere omaggio all’attività della Fondazione, ha presentato un suo libro dedicato alla Madonna.

Intervistata dal direttore del festival Vincenzo D’Aquino, la Presidente Elena Petruzzi ha parlato della Fondazione Industriale Adriatica e della necessità di costruire qualcosa di permanente che possa essere lasciato al territorio. Il numero consistente degli imprenditori soci della Fondazione impegnati nel progetto sono la prova che qualcosa si sta muovendo nella giusta direzione.

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Cecilia Casorati, che ha accompagnato Barbara Alberti sul palco, ha descritto l’attività che impegnerà la Fondazione durante il prossimo anno che vedrà come protagonista l’architetto Yona Friedman che, nonostante i suoi 92 anni, sta realizzando per la Fondazione Aria un progetto proiettato verso il futuro, lavorando sul recupero della memoria come elemento creativo.

Omaggiando la “creatività proiettata al futuro” il direttore artistico ha invitato Barbara Alberti a prendere la parola introducendola per la sua ricchissima produzione artistica come scrittrice. Nella sua biografia si legge: Barbara Alberti nata in Umbria, fra angeli e diavoli. E’ grata alla pessima educazione cattolica, cui deve la sua ispirazione. I protagonisti dei suoi romanzi lanciano tutti la stessa sfida: trovare la più invisibile tra le felicità. Negli ultimi anni si è appassionata alle biografie fantastiche di personaggi esistenti, vivi e morti. Nella sua eclettica produzione, si affiancano opere diverse tra cui il meditativo Vangelo secondo Maria (1979).

Proprio su quest’ultimo lavoro ha centrato la sua presentazione nella giornata dedicata ad ARIA “Poiché da piccola facevo spesso piangere la Madonna, una volta avvicinata alla scrittura ho deciso di scrivere un libro per far sorridere la Madonna e ho invento una storia”. Tra avventure, amori irrefrenabili e patti audaci la Madonna di cui parla l’Alberti si slega dal vincolo dell’obbedienza per lasciare spazio alla sua fame di conoscenza. Accusato dalla critica di essere un libro femminista la scrittrice preferisce definirlo un libro di coalizione tra uomini e donne. Conclude poi dichiarando “Il mondo non finirà mai perché le donne lo raccontano”.

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