APPUNTAMENTO CON GIAN MARCO MONTESANO

Incontro Gian Marco Montesano

giovedì 14 luglio 2011
Incontro con Gian Marco Montesano
Vita d’artista nel sistema dell’arte
Sala San Carlo c/o Museo Archeologico via Delfico, 30 Teramo

ARIA organizza l’incontro con Gian Marco Montesano con il molteplice obiettivo di diffondere gli intenti culturali ed operativi della Fondazione, attivare nuove sinergie e divulgare in maniera diretta i contenuti dell’arte contemporanea internazionale, al fine di innescare un processo virtuoso di collaborazione tra le molteplici realtà attive sul territorio, volta a rilanciare da un lato cultura e sostenibilità in Abruzzo, e dall’altro promuovere l’Abruzzo come terra di produzioni culturali.

GIAN MARCO MONTESANO è nato a Torino nel 1949, dalla fine degli anni sessanta vive tra Parigi e Bologna. Si è formato studiando a Torino nel Seminario salesiano di Valdocco. Negli anni Settanta è a Parigi, dove conosce e lavora prima con Gilles Deleuze, poi con Jean Baudrillard. All’inizio degli anni Settanta le prime opere che lo impongono all’attenzione della critica e della cronaca d’arte sono riproduzioni di Madonne e Santi, gli storici “Santini”, interpretazioni di immagini sacre distribuite ai fedeli nei santuari e durante gli esercizi spirituali, che Montesano ingrandisce e rivisita in chiave postmoderna rifacendosi alla bella tradizione della pittura popolare ma anche rivestendole di significati concettuali e filosofici.
“Il suo singolare sincretismo culturale raccoglie nei quadri i frammenti di un romanzo sentimentale e ideologico europeo che coinvolge tutti con un linguaggio leggero come una nuance e definitivo come un addio. Proprio in questo momento l’Europa cristiana si unisce, mentre la sua identità sfuma tra le razze e le fedi che la invadono, portando una globalizzazione disperata che esaspera le differenze e le diffidenze.” (Valerio Dehò)
Dalla fine degli anni Ottanta e per tutti gli anni Novanta, Montesano è precursore di un inedito ritorno all’immagine con cui rilegge gli anni drammatici e cruciali della formazione dell’Europa nel corso del secolo XX fino al momento della sua crisi. Con la sua pittura Montesano svolge una sorta di “grande inchiesta sul novecento”; un’inchiesta verticale: raccontando le storie di personaggi emblematici del mondo politico, e culturale, come i grandi dittatori o gli uomini dello spettacolo.
È un’inchiesta orizzontale: raccontando di piccole storie di vita quotidiana di famiglie e persone comuni, con immagini dolcissime di bambini, seducenti ritratti femminili, vasti paesaggi di gusto romantico, vedute urbane di genere cinematografico. Immagini di un’Europa che Montesano vive dal vero, dipinte con un inconfondibile stile neorealista, anzi post-realista. “Allontanare nel tempo e nello spazio le sue figure significa garantire ad esse intoccabilità e rispetto della fragilità, utilizzare dunque la pittura come luogo depurato da ogni ingombro e sterilizzato mediante la bidimensionalità della tela. Montesano conosce la regola prospettica, la gerarchia spaziale della profondità illusoria sviluppatasi nell’arte occidentale, ma la utilizza in maniera minimale, citazione di una memoria culturale che non può identificarsi col nostro presente. L’artista vive il dramma storico del manierismo, soffre il pathos della distanza, e l’impossibilità di identificarsi con la sicurezza della profondità prospettica in tutti i suoi significati profondi”. (Achille Bonito Oliva)
Oltre che pittore di fama e mercato internazionale, Montesano è un appassionato regista teatrale presentando spettacoli di grandi contenuti culturali in tutta Europa.

Evento realizzato da:

Fondazione Aria