RAZZA UMANA

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LA BROCHURE

“La fotografia, come l’arte, è movimento da fermo, l’artista è un nomade mentale che si muove e si sposta non con il suo corpo ma con il peso della materia con la quale realizza le sue opere.
Nella “Razza Umana”, una galleria infinita di ritratti di varia ed anonima umanità, la fotografia non è casuale e istantanea, non è il risultato di un raddoppiamento elementare, bensì di una messa in posa che complica e rende ambigua la realtà da cui parte.
Oliviero Toscani nella “Razza Umana” costruisce le sue camere dello sguardo, macchine da fermo, di uno sguardo dall’alto onnipotente ed infantile capace di dominare grandi territori dove la vita pulsa nei suoi particolari e dettagli. Tali caratteri diventano la struttura visiva di un sistema astratto eppure concreto del vedere, analisi descrittiva e sintetica per qualità di uno spazio concentrato dentro i confini di una visione labirintica e nello stesso tempo familiare.
In definitiva la “Razza Umana” è frutto di un soggetto collettivo, lo studio di Oliviero Toscani inviato speciale nella realtà della omologazione e della globalizzazione. Con la sua ottica frontale ci consegna una infinita galleria di ritratti che confermano il ruolo dell’arte e della fotografia: rappresentare un valore che è quello della coesistenza delle differenze.”

Achille Bonito Oliva

 

“Quando l’opera d’arte è capace di racchiudere e trasmettere valori universali non può stare nei musei, relegata “all’ora di educazione artistica” ma deve stare nella vita quotidiana di ogni singolo individuo, fruibile tutti i giorni in ogni istante da quello più felice a quello più buio e disperato.
Penso alle parole di Cristian Norberg-Schulz in Genius Loci del 1979: «L’individuo non può raggiungere la presa esistenziale tramite solo la conoscenza scientifica; per far questo egli ha bisogno di simboli, opere d’arte che rispecchino situazioni esistenziali, opere che conservano e trasmettono significati». Schulz continua parlando dell’uomo imprescindibile dal suo spazio vitale sottolineando che «L’uomo abita quando riesce ad orientarsi un uno spazio e a identificarsi con esso».
Così che l’architettura diventa vera quando esprime un luogo, quando essa diventa «manifestazione concreta dell’abitare dell’uomo la cui identità dipende dall’appartenenza ai luoghi».
Il luogo storicamente deputato alla costruzione del pensiero comune, da cui deriva l’identità dei singoli è la greca agorà, che si è evoluta nei secoli interpretando di volta in volta il pensiero delle civiltà che la esprimevano; la piazza che nei momenti più bui delle società ridiventa luogo d’incontro, di protesta ove rimettersi in gioco come cittadini e non solo più come individui.
Allora il luogo ideale per Razza Umana è la piazza, nel senso della greca agorà. Così l’arte esce dal museo e ritorna con forza e prepotenza nel suo vero spazio vitale, perché: “arte è l’espressione delle emozioni, esagerare fa bene, è un esercizio delle passioni, dalle quali veniamo sempre più allontanati, nella realtà analgesica in cui viviamo.” Oliviero Toscani – Non sono obiettivo -2001.
I giganti della Razza Umana li trovi li in quello spazio a sinistra, nel cuore storico della Piazza Salotto, dove i giovani degli anni ottanta sognavano mondi nuovi. Li trovi li a piccoli gruppi, sempre presenti, che chiacchierano, discutono, progettano e con la loro “presenza esagerata”, inducono tutti i cittadini di Pescara, d’Abruzzo e del mondo, a rivedere, riempire di nuovi sogni il proprio spazio, il proprio quotidiano.”

Mariantonietta Firmani